SPETTACOLO FINALE SCUOLA
Regia e drammaturgia
Elisabetta Fraccacreta
Anno

2012

Fonti drammaturgiche

La nostra vita è fatta di viaggi, di passaggi e di soste, di incontri e di scontri, tutti diversi, ma tutti con lo stesso obiettivo: raggiungere l’altro, incontrarlo durante il cammino, per sfuggire alla solitudine e all’isolamento in cui ciascuno è condannato a trascorrere la sua esistenza.

Nell’altro cerchiamo assurdamente noi stessi, ma invano.

Lo spettacolo Incontro, performance per musica e attori, utilizza i linguaggi del corpo, della danza e della musica, per raccontare un viaggio onirico e metaforico alla ricerca dell’altro, offrendo quadri di vita comune e frammenti di tempo condiviso, momenti di dolorosa solitudine e di intensa partecipazione.

Ciò che emerge nella relazione dinamica tra Io e l’Altro, è che il rapporto tra le due alterità non riesce ad approfondirsi e a superare il livello di conoscenza superficiale, restando imprigionato in una dimensione esteriore e approssimativa. L’Altro continua a restare un essere a sé, un’entità separata e divisa, mentre le nostre speranze restano disattese, la nostra voce inascoltata, i nostri bisogni insoddisfatti. Perché essere aperti a un autentico incontro con l’altro, pienamente e completamente, senza riserve e senza condizioni, è difficile.

La musica, presente per tutta la durata della performance, rappresenta simbolicamente la voce dei desideri interiori, sottolinea le necessità individuali mettendo in evidenza ciò che si vorrebbe raggiungere. Essa dialoga con i corpi nello spazio, unendoli e allontanandoli, sospingendoli uno verso l’altro e inseguendoli per non farli avvicinare. Evoca sensazioni, luoghi e personaggi, facendosi portatrice di senso e di significato.

La sua inaspettata assenza rappresenta un momento chiave nella comprensione della performance: quando avviene un autentico incontro tra due individui, la musica scompare dal momento che le richieste della volontà individuale tacciono, per lasciare spazio al silenzio e all’ascolto, in una dimensione sospesa e magica che oscilla tra il bisogno di incontrarsi e la paura di perdersi.

Il linguaggio poetico si alterna alla danza: alle parole rispondono corpi in movimento, tesi, aggressivi e arrabbiati, oppure fragili, indifesi e dolenti, che ci raccontano la nostalgia di un incontro mai avvenuto.